Quali i segreti del mestiere?

Come vincere le sfide di domani che l’IoT pone oggi.

La tecnologia IoT porta con se grosse sfide per l’impatto disruptive (parola tanto di moda) che avrà su tutti i processi aziendali. I numeri parlano da soli… 30 miliardi di dispositivi connessi nel 2020.

In primis i produttori, i quali dovranno sia definire ecosistemi e standard di interoperabilità che progettare sensori sempre più piccoli ed efficienti. I dati raccolti vanno poi trasmessi perché possano essere utilizzati, e qui entrano in gioco gli integratori di rete.

Le parole chiave per l’infrastruttura sottostante l’IoT non saranno tanto la miniaturizzazione o la capacità trasmissiva. Con il passaggio all’IPv6 avremo una capacità di indirizzamento 100 volte superiore al numero degli atomi del pianeta: non ci saranno più limiti al numero di dispositivi che potremo connettere ed indirizzare. Il consumo energetico sarà l’elemento più critico ed è per questo che molti analisti non vedono le tecnologie Wifi o Bluetooth come strade percorribili.

Proprio questo clima di incertezza spinge a chiedersi quale possa essere l’approccio migliore. Una domanda affascinante per i consulenti più qualificati ed anche per chi come Gruppo Sintesi è focalizzato sulla progettazione, realizzazione e di infrastrutture convergenti.

È ipotizzabile che l’evoluzione tecnologica porterà sempre più intelligenza all’interno dei sensori consentendo a questi di ottimizzare le proprie performance e fare una prima scrematura dei dati da trasmettere. I tempi di questa evoluzione e soprattutto il perimetro di applicazione sono ancora incerti.

Nel frattempo è necessario fare uno sforzo progettuale per non rimanere disconnessi da questo cambiamento che permette il diffondersi di nuovi paradigmi, quali le tecnologie smart-grid, smart-city e le soluzioni di Industry 4.0.

Quali sono allora i nostri segreti del mestiere?

Il primo è seguire le best practice raccomandate da quelle organizzazioni sovra-nazionali e sovra-commerciali che definiscono le norme ed i parametri di riferimento. Ecco perché vanno seguite con attenzione le indicazioni di Bicsi, Itil, Green Building Council, in modo da realizzare progetti più aperti, longevi ed inter-operanti beneficiando di economie di scala quando si affrontano progetti su scala globale.

Il secondo segreto è quello di saper ascoltare. Ogni cliente necessita di processi univoci e soprattutto ha il suo modo di interpretare l’innovazione, inclusa quella digitale. Non esiste una soluzione che vesta tutti. Del resto la critica mossa dagli osservatori più scettici sull’IoT è proprio quella che le previsioni più rosee non sono realistiche perché avranno successo solo le applicazioni con un impatto chiaramente misurabile. In altre parole le aziende adotteranno solo le soluzioni IoT che porteranno benefici diretti su processi, produttività e qualità del lavoro.

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