La tecnologia c’è e non si vede!

Non tutte le infrastrutture sono idonee per lo smart working

Lo Smart Working affida ai lavoratori ed ai loro supervisori una maggiore responsabilità che, da un punto di vista meramente organizzativo, significa un incremento di autonomia nel perseguimento degli obiettivi aziendali.

L’Italia è in ritardo su questo tema rispetto ad altri paesi europei, più per ragioni culturali che per cause tecnologiche. Questo ostacolo verrà superato nei prossimi anni sotto la pressione delle nuove generazioni che entreranno nelle aziende. Se la tecnologia è abilitante non è detto che lo stato dell’arte delle reti di telecomunicazioni attuali lo sia.

Per guidare questa transizione sono necessarie infrastrutture di rete che permettono di misurare e di supervisionare il tasso di adozione delle tecnologie collaborative ed allo stesso tempo rendano il luogo di lavoro sicuro e facilmente adattabile alle esigenze dei lavoratori in mobilità.

A questo punto le persone devono trovarsi nella condizione di poter svolgere i propri compiti e prendere decisioni basate su dati disponibili e attendibili, indipendentemente dalla loro dislocazione fisica o dal mezzo con cui accedono alle risorse aziendali.

Marco Desiati

“La totalità delle infrastrutture convergenti che progettiamo oggi sono sicure, aperte, versatili e convergenti” fa notare Marco Desiati, Network Infrastructure Consultant. “Quando incontriamo situazioni esistenti non è detto invece che sia così”.

“Il vero problema è rendere disponibili anywhere, anytime, anydevice i dati, il vero patrimonio informativo dell’azienda. Proprio per questo è importante trasmetterli in sicurezza, oltre che per obblighi di legge” chiosa Carlo Borello, Chief Strategist Officer.

Questa versatilità progettuale è poi da estendere anche ai servizi di gestione delle infrastrutture di smart working. La piattaforma di servizi remoti Georeting sviluppata da Gruppo Sintesi, è diventata poliedrica per rispondere al continuo evolvere di richieste da diverse funzioni aziendali

La direzione, le vendite ed il marketing vogliono la garanzia che le grandi quantità di dati disponibili siano inseriti correttamente all’interno dei sistemi di big data e analytics e siano consultabili quando e come richiesto.

Le risorse umane necessitano di informazioni precise sul tasso e le modalità di adozione dello smart working, visto anche come un’opportunità per avvicinare le generazioni più resilienti verso la digitalizzazione.

I sistemi informativi oltre a governare lo sviluppo e l’efficienza della rete dati a supporto di questi processi hanno il compito di prevenire rischi e pericoli. A tal proposito bisogna infatti considerare che l’esplosione di queste tecnologie aumenta la complessità di gestione.

“Osservando clienti, partner ed i colleghi di Gruppo Sintesi constato l’uso di un mix crescente di dispositivi, anche personali, per accedere alle informazioni aziendali, nonché l’uso di strumenti non ufficiali come Whatsapp per comunicare” osserva Paolo Pelloni, marketing manager.

Alessandro Gencarelli

Alessandro Gencarelli, sales director ci racconta un caso pratico: “Un retailer ci ha chiesto di adattare Georeting per avere diversi cruscotti ad hoc per monitorare le business activity del personale presente nei suoi punti vendita”.

“Non poter svolgere un’attività in smart working, o peggio ancora, non poter prendere una decisione per carenza di informazioni disponibili o affidabili, non è solo un danno alla produttività e alla competitività di un’azienda” conclude Paolo Pelloni “ma comporta il reale rischio di perdere talenti preziosi”.

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