BYOD: un vantaggio per tutti!

Quando si tratta di BYOD ci sono tre approcci possibili: “vietarlo, regolarlo e gestirlo, in ordine decrescente di rischio”

Vietarlo.

A prima vista sembra essere la soluzione più sicura, in realtà è la meno adeguata per due semplici motivi. Primo, le persone lo faranno comunque e con sotterfugi ancora più pericolosi. Secondo perché il BYOD non consiste solo nel portare in proprio dispositivo in ufficio, ma anche nel portare a casa la sera il computer aziendale e collegarlo alla rete pubblica oppure nel trasferire file con una chiavetta USB usata anche nel privato. È quindi più rischioso un uso promiscuo degli strumenti aziendali che aprire Facebook dal proprio cellulare durante la pausa caffè. Del resto Osterman Research stima che i dispositivi personali siano già il doppio di quelli aziendali e se credete di non avere il BYOD in casa…. date un’occhiata ai log per capire che non è così!!!!

Regolarlo.

Le policy di utilizzo devono tenere conto di diversi aspetti, oltre a garantire l’accesso ai soli dispositivi autorizzati. In primis la sicurezza della rete e dei dati aziendali: la maggior parte degli smartphone e tablet non ha un antivirus. Segue l’impatto che i dispositivi hanno sulla capacità di banda aziendale, e come questo fattore influisca sulle applicazioni critiche per il business. C’è poi un aspetto di produttività personale: quali applicazioni e quali siti sono usati tramite il BYOD e quanto possono essere una distrazione? Per gestire tutti questi aspetti non basta implementare delle policy: il traffico personale è pressoché identico a quello di un PC aziendale e inoltre i dipendenti potrebbero non rispettare le restrizioni introducendo elementi di rischio collegandosi a Wi-Fi non sicure.

Gestirlo

La soluzione è un monitoraggio attivo e dinamico dell’uso del BYOD. Innanzitutto monitorare una rete vuol dire raccogliere sequenze temporali di dati che rendono possibile l’identificazione di trend sospetti, in comparazione a semplici snapshot. In secondo luogo l’integrazione con i sistemi di accesso ed autenticazione consente l’implementazione di policy restrittive dinamiche molto più efficienti, che invece di bloccare l’uso del dispositivo prevedano il controllo delle applicazioni e dei servizi mission critical che vengono erogati.

Considerando inoltre che le legislazioni sulla privacy non consentono alle aziende di installare sistemi di monitoraggio sui dispositivi dei dipendenti senza il loro consenso, ecco che il monitoring del traffico e dei contenuti che transitano in rete possono fornire strumenti di verifica del rispetto delle policy aziendali e di notifica di eventuali infrazioni.

Dice Carlo Borello, Responsabile Marketing e Strategie di Gruppo Sintesi: Il BYOD è una grande opportunità per le aziende e se ben gestito può diventare un fattore di aumento di produttività aziendale e di miglioramento della comunicazione con il personale, ma senza un monitoraggio appropriato ed accurato può diventare un cavallo di troia.

Gruppo Sintesi ha sviluppato una piattaforma di remote monitoring (TMS) che sicuramente può essere di grande aiuto alle aziende di medie e grandi dimensioni distribuite sul territorio che vogliono trarre vantaggio dalle tecnologie che permettono a dipendenti e collaboratori di accedere ai dati aziendali in modo sicuro indipendentemente dall’orario di lavoro, dal luogo in cui ci si trova e dal fatto che il dispositivo sia aziendale o personale.

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